UN VIAGGIO DENTRO DI ME

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Penso che le esperienze negative portano sempre qualcosa di positivo nella vita. È l’altro lato della medaglia. Dopo ogni salita c’è sempre una meravigliosa discesa verso la scoperta di un nuovo mondo. È proprio quello che è successo a me nel 2012. Non ho vissuto un periodo facile ad inizio anno: l’ennesimo stage non retribuito dove mi hanno sfruttata fino all’ultimo secondo come un animale da lavoro per nulla. O forse no. Qualcosa ha smosso in me questa esperienza. Mi sono chiesta: “E adesso che faccio?..Continuo a stare male, a piangermi addosso o prendo in mano la mia vita e comincio seriamente a vivere per me stessa?!”
Conoscevo già da tempo i progetti di volontariato europeo, ma non ho mai trovato il coraggio dentro di me per parteciparvi. Ho sempre vissuto con la mia famiglia, coccolata ed iper protetta dai miei. Anche per questa ragione non sono mai stata all’estero, nonostante abbia 27 anni suonati. Ho cominciato a sentire dentro di me che era venuto il tempo di cambiare. Mio padre ci ha provato fino all’ultimo a farmi tornare sui miei passi, quando ho comunicato alla mia famiglia la mia volontà. Ma ho avuto la forza di resistere e di partire. Rifarei questa esperienza di volontariato e di vita altre mille volte, magari al posto di tante altre stupide ed insignificanti cose che si decidono di fare erroneamente nel proprio percorso.
Ho scelto la Polonia: Bystrzyca Klodzka. Quasi non riuscivo a pronunciarlo il nome per quanto fosse complicato. Ma io amo le sfide. E quando ho saputo che sarei andata lì completamente da sola è stata la conferma che quella esperienza avrebbe fatto parte della mia vita. Sono partita il 3 Settembre con l’Italia nel sangue, con la mia famiglia ed il mio fidanzato nel cuore e tanta, tantissima voglia di conoscere il mondo ed ancora di più di conoscere me stessa. Un viaggio dentro di me.
2 aerei (mai stata su un aereo prima di allora!), un pullman, la metro, un tram, un altro pullman (perché mi sono persa a Praga!) ed infine un treno per la Polonia “Ce l’ho fatta!” ho pensato…sono scesa una fermata prima! Davanti a me il nulla: mi sono trovata in mezzo alla foresta, quasi al buio, con due uomini che lavorano alla ferrovia che parlavano solo polacco. Mi è presa una grande voglia di piangere e di disperarmi. Poi un angelo (come lo chiamo io): un uomo che molto somigliava a Babbo Natale è arrivato con la sua auto (chiamato dai due della ferrovia), ha preso la mia pesante valigia e mi ha invitato a salire in macchina (in polacco). “Devo fidarmi?..Sì, devo” ho pensato. Grazie all’angelo sono arrivata davanti al mio nuovo appartamento. In quella serata ho capito come sono i polacchi: amichevoli e soprattutto pronti ad aiutarti nel momento del bisogno.
I giorni vissuti in Polonia sono stati una scoperta dietro l’altra: il meraviglioso paesaggio che ogni mattina allietava i miei occhi dalla finestra della camera con le montagne e tanto, tantissimo verde; il cielo quasi sempre coperto da nuvole da cui ogni tanto faceva capolino un timido sole che da solo non riusciva a scaldare la fresca e a volte gelida aria del Nord Europa; la vita quotidiana del paese che molto somigliava all’Italia degli anni ’50; la semplicità dell’abbigliamento, dei modi di fare, dei pensieri della gente del posto. Ho capito quanto il popolo polacco vuole riscattarsi da un atroce passato (la visita ad Auschwitz è stata straziante), quanta importanza essi danno ai valori ed ai sentimenti più che alle cose materiali, quanto sono importanti i rapporti umani rispetto a quanto ricco è il conto in banca.
Ho “lavorato” in un centro d’aiuto per anziani, ed ogni volta che uscivo da lì mi sentivo così felice di aver speso il mio tempo con persone tanto deliziose! Nel pomeriggio invece trascorrevamo del tempo con studenti che venivano da ogni parte delle Polonia per la settimana dell’Europa. Ho presentato a loro così tante volte l’Italia, ed ogni volta era un’emozione nuova…Una sera un ragazzo turco mi ha chiesto perché guardassi tutto quello che mi circondava con gli occhi sbarrati e carichi di meraviglia, come una bambina…Per me è stato tutto nuovo! Questa esperienza mi ha fatto conoscere persone meravigliose, dai membri dell’associazione ospitante (mentori, presidente, coordinatore) ai volontari dei tanti paesi del mondo (non solo d’Europa); dalla gente del posto che era così felice di sentirmi pronunciare qualche parola in polacco agli anziani e studenti che ho incontrato durante l’opera di volontariato. Ma c’è una persona che più di tutti ho avuto modo di conoscere: me stessa. Ho scoperto di non avere solo qualità negative ma anche di essere socievole, comprensiva, pronta a dare una mano a chi ne ha bisogno, coraggiosa, positiva, paziente, riflessiva..e potrei continuare all’infinito. Sono maturata tantissimo e penso che dopo questa esperienza posso affrontare la mia vita con molto più entusiasmo e con maggiore consapevolezza, non perdendo mai di vista anche un pizzico di follia e di incoscienza che a volte rendono le situazioni uniche ed irripetibili. Come questo EVS in Polonia, una esperienza che porterò sempre nel cuore e che mi accompagnerà per sempre, seppure sia durata solo un mese. Un dei mesi più belli vissuti finora! Grazie Europa per avermi dato questa occasione!


Stralci di diario
06/09/12
Quasi non ci credo che mi trovo in un’altra nazione…arrivare a Bystryzka Klodzka è stata un’impresa impossibile ma ce l’ho fatta!!!! Mi viene da mettere tanti punti esclamativi quando scrivo… forse per via di tutta la meraviglia che provo… parlo solo in inglese e riesco a comunicare, e ne sono meravigliata.. ho preso l’aereo per la prima volta e ne sono meravigliata… mi sono persa a Praga e sono riuscita comunque a trovare la strada per arrivare qui e ne sono meravigliata! Così sono in Polonia…mamma mia che emozione!

10/09/12
Oggi sono rimasta a casa, sono raffreddata! Questo fine settimana sono stata a Wroclaw. È una bella città, e devo dire che si somigliano un po’ tutte le città della Polonia. Sono molto tranquille, con un clima molto variabile. La mia prossima gita sarà a Cracovia e ad Auschwitz. So che è un posto terribile ma penso che ognuno nella vita dovrebbe vedere un posto del genere per rendersi conto di quanto male una persona può fare o meglio di quanto male gli umani possono fare ad altri umani.

23/09/12
C’è tanta gente intorno a me… quasi tutti turchi che parlano tra di loro nella loro lingua… è davvero molto divertente ascoltarli e non capire assolutamente nulla! Sto cucinando una torta per Flo, la mia amica francese che domani va via. Abbiamo deciso di preparare delle cose da mangiare per lei. È davvero molto bello tutto ciò…culture differenti, lingue differenti, piatti differenti, fumo, molto fumo… sono turchi d’altronde e fumano davvero troppo per i miei gusti. E’ bello stare con loro… è bello tutto quello che mi sta succedendo. E poi sto imparando così tante cose! Per esempio ho imparato che i turchi vogliono trovarsi tra di loro (solo uomini) per bere ed esternare le loro pene, e le donne devono servirli e riverirli. Non trattano benissimo la donna secondo il mio punto di vista. Le donne del Nord Europa, al contrario, sono molto disponibili con i ragazzi e poco amichevoli con le ragazze. Le ragazze polacche invece, pur essendo seduttive, non si concedono con molta facilità, mentre gli uomini sono veramente molto molto rispettosi nei confronti delle donne. Ti guardano solo negli occhi, al contrario degli italiani! Fumo, molto fumo…………………………..

30/09/12
Ore 15:30. Arrivo ad Auschwitz. Quante volte ho visto questo posto in TV, sui giornali, nei film… ma stavolta sto calpestando con i miei stivali il fango e le pietre che milioni di persone trucidate senza motivazioni comprensibili umanamente hanno calpestato… magari a piedi nudi, magari con un paio di scarpe che ora si trova dietro la vetrata assieme a migliaia altre paia di scarpe. Paura. Un vuoto allo stomaco. La sensazione di voler scappare via e di avvertire sensazioni negative. Un luogo maledetto, di morte e di pura cattiveria “umana”. “Non vedo l’ora di andarmene” penso. Le fotografie. La cosa che più è rimasta impressa nella mia mente è la sconvolgente quantità di foto che i nazisti hanno scattato ai loro prigionieri… foto che nessuno vorrebbe vedere, che ti fanno male al cuore. E quando sono dall’altra parte del cancello che rappresenta la fine dell’”incubo”, l’uscita del campo, penso: “Quante persone avrebbero voluto essere dove sono io adesso e non hanno potuto.”

03/10/12
Mi mancherai Polonia, ma ti prometto che tornerò, perché stare qui è come essere a casa.


Olimpia, una italiana felice di essere europea
e ancora di più cittadina del mondo e protagonista della sua vita

Fifth Edition

5While closing the 4th edition of Scriptamanent, after the final meeting in Izmir, we are already preparing the new call for the next edition of the project. Stay tuned!

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