QUEL PUNTO NERO ... La storia nella storia...

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É arrivato il momento di riflettere perchè ho lasciato il mio paese, perchè ho fatto un lungo viaggio, ho visuto sei mesi lontano dalla mia famiglia, dai miei amici, dalla mia società, ne valeva la pena di fare questa esperienza o no....
Mi ricordo sempre il primo giorno quando sono arrivata all’aeroporto di Bari, stanchissima, rovinatissima ma anche curiosissima ed allegra, che finalmente ero arrivata al mio Belpaese! Mi ricordo due ragazzi che mi aspettavano fuori l’aeroporto, uno di loro era Piere, un ragazzo frnacese volontario dell’associazione ‘Link’. Non dimenticherò mai la sua grande sorpresa quando ha scoperto che conosco l’italiano! Quanto chiacchere sulla corsa per Altamura... Siamo arrivati... Ho conosciuto lo staff di LINK. Poi Piere mi ha datto un passagio per Matera, la città dove dovevo vivere e lavorare... Arrivati... Il primo incontro con i ragazzi, i miei conquillini Julian, ragazzo tedesco, con cui dovevo lavorare, e Victor, ragazzo spagnolo... Abbiamo mangiato la torta che aveva preparato mia zia e sono andata nella mia camera a sistemare la valigia... Un po’ di riposo, poi le prime spese con i ragazzi...
Da lunedì abbiamo avuto ‘on arrival training’ per una settimana, poi abbiamo visitato Bari...
Non mi dimenticherò mai la mia prima indagine per la lezione d’italiano... Quando ricordo a quante persone ho chiesto informazione su Fabrizio de Andrè.... Ma grazie a qulell’esperienza mi conoscono nel supermercato vicino a casa mia, mi saluta sorridendo per strada anche un giornalista, dopo 5 mesi. Forse è stata la prima volta nella sua vita che una ragazza sconosciuta chiedesse qualche informazione su un cantautore... Forse...
É arrivato il momento di conoscere le persone con chi dovevo lavorare per 6 mesi...
La prima sensazione... Sono seri, molto seri....!
Cani, i due cani, finalmente li ho incontrati! Devo dire che il fatto della loro esistenza nell’ufficio mi rendeva felice, mi dava la ragione di voler lavorarli.
Le prime conoscenze dell’associazione, della biblioteca. A dire la verità all’inizio non potevo capire la nostra funzione là, adesso quando mi ricordo quei momenti un po’ liberi, a volte i pensieri che non avrò tanto da fare (sono una persona che deve lavorare sempre, come a volte mi dicono, ‘basta lavoro dopo lavoro!’) mi viene veramente da ridere! Non avrò tanto da fare! Veramente da ridere! In questo periodo abbiamo fatto delle cose che forse da sola avrei dovuto fare per anni... La prima lezione della vita: non correre, ogni cosa arriva al suo tempo....
É arrivato il periodo interessantissimo! Tanti progetti organizzati e realizzati, tipo, la costruzione del drago enorme con gli alunni della scuola media per il capodanno cinese, le prove e poi la ripresa del progetto ‘La valigia dei ventagli’ dedicata ai mutilazioni genitali femminili... Traduzione degli articoli dall’inglese all’italiano, traduzioni delle storie dall’italiano all’armeno per un libro plurilinguo, traduzione di una bellissima storia, cena internazionale, vari progetti alla scuola elementare e media... ce ne sono tante e non basteranno i fogli per raccontarle tutte! Non avrò da fare...
Il mondo di lavoro mi è piacciuto tanto, il sentimento del cambiamento, del cambiamanto positivo che fai anche tu... Oltre aver imparato tante cose ho riflettuto anche abbastanza sulla mia cultura e sulle mie tradizioni. Ho notato delle cose, che forse non le avrei mai notate vivendo solo nel mio paese d’origine... Ho capito che essendo diversi, noi, le persone di varie nazionalità e varie culture abbiamo tanto in comune e che le differenze tra di noi sono le cose più belle, le cose che possiamo far conoscere agli altri, che possiamo dividere le nostre esperienze e le nostre conoscenze. Ho capito, che l’alfabeto, le lettere che usavo nel mio paese sono veramete unici, che sono un capolavoro dell’arte, che ogni lettera è un dipinto unico, che le parole armene sono abbastanza lunghe, e che la mia lingua è abbastanza difficile da imparare, ma ho anche capito, che essendo forse una lingua ‘strana’, è sempre bella ed affascinante... il suono, l’accumulazione dei consonanti che creano difficoltà a pronunciare, e la curiosità delle persone che vogliono sapere di più del mio paese... Ho capito: sono il portatore della mia cultura, sono la rappresentante, la faccia del mio paese... l’amo, lo apprezzo e farrò di tutto per farlo diventare più sviluppata e più conosciuta all’estero...
É arrivato il momento in cui vorrei parlare anche dell’esperienza personale, l’esperienza interpersonale, sulle eventuali difficoltà e i momenti fellici.
Ho capito che essendo diversa degli altri, nel senso che sono straniera in Italia, ho capito che non ho nessun problema di fare amicizia sia con gli italiani che gli stranieri, che sono in grado di capire le loro battute, la lingua colloquiale e ho anche imparato un’ po di dialetto... Ho capito che neanche la diversità delle religioni non può essere un ostaccolo per covivere con una persona, fare amicizia ed avere rapporti cari ed amichevoli.... Ho trovato tanti amici grazie ai ragazzi, i nostro mentor, che in realtà non sono i mentor, sono una famiglia, sono gli amici, sono le persone care e simpatiche, le persone che hanno completato la mia permanenza in Italia indimenticabile, che mi hanno regalato tanti momenti di felicità e di allegria, e grazie a loro che sono così...
A volte arrivava il momento della pioggia, della fulmine, del tuono, della delusione e della disperazione. I momenti in cui non volevo andare avanti, non volevo fare niente... La pioggia esiste per pulire i pensieri e i sentimenti brutti, esiste per lavare e portare con sè le emozioni negativi e la disperazione... Piove, piove, ma ci fa crescere, ci fa imparare ad essere più forti, più positivi, più saggi e maturi... Dopo la pioggia esce il sole, esce sempre... e dobbiamo apprezzare l’esistenza della pioggia, la quale ci fa essere contenti di riavere il sole... E in realtà il sole è dentro noi, a volte si nasconde dietro le nuvole di paura, di negatività e di disperazione, ma ci sta, ci sta, e l’ho capito grazie ad una persona, che mi ha fatto scoprire un grande sole, è così grande che è impossibile non notarlo, è luminoso, è così grande che dona calore a tutti, che illumina anche di notte e chi fa crescere i soli che sono intorno, che ci fa imparare da quel sole, dal sole che vive in LEI...
É arrivato il momento di dedicarla una storia... La storia che è nata improvvisamente, un piccolo elemento nella vita sua che mi ha ispirato a scriverla...

QUEL PUNTO NERO
Non so quando e perchè, ma sicuramente là, sul muro bianco è nato quel punto nero. É nato, e giorno dopo giorno diventa più grosso, più evidente e più sicuro.
Non so perchè è nato. Forse quel giorno era arrabbiata, o triste, o pensierosa, o preoccupata, forse delusa o distratta, forse disperata, ma forse sognava di qualcosa o pensava di realizzare una cosa nuova, e sempre importante ed interessante. Chissà. Non io, forse neanche lei lo sa, non lo ricorda, o forse non vuole ricordarlo. Forse quel punto nero era l’inizio di una linea nera della vita o di una fine. Forse no... Forse... Solo che adesso sta là, sempre sta là, grossa ed evidente. Io l’ho visto. L’ho visto anche diventar grosso, quel processo che è durato secondi. A volte può durare più di mezzo minuto, dipende. Dipende da lei, dalla sua creatrice, dai suoi pensieri e dal suo stato morale. Dipende. Quel giorno che l’ho notato per la prima volta è durato secondi, ma quei erano secondi di pensiero, forse di delusione o di speranza... quei secondi me lo hanno fatto notare. Notarlo nel momento di crescita... nel momento di continazione... di diventar più nero e più marcato ed evidente... evidente per me, forse anche per altri, ma non per tutti. Prima uno deve cercare di capire e conoscere la sua anima, il suo cuore... L’ho capito, non perfettamente, ma un po’ sì, almeno credo di sì, perchè quel momento di pensiero, o della delusione o della speranza era dedicata forse anche a me, o per colpa mia, forse... Forse parzialmente...Forse... Chissà.
Spero che quei momenti della crescita del punto nero siano solamente secondi di pensieri carini, ricordi dolci e progetti futuri che lei realizza senza stancarsi mai, e che fanno tanti diventar più buoni e positivi, che cambiano la vita e il modo di vivere... Spero... credo... punto nero... ci sta.... è là...

Vi auguro di conoscerla e capire che cos’è questo punto nero...

Fifth Edition

5While closing the 4th edition of Scriptamanent, after the final meeting in Izmir, we are already preparing the new call for the next edition of the project. Stay tuned!

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