Echinoidea , da riccio di mare a marinaio

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C’era una volta, una figlia della Sicilia, quella terra calda, colorata e piena di profumi, circondata dal Mar Mediterraneo. Come un’ Echinoidea ( comunemente chiamata riccio di mare) era attaccata ad essa, ai suoi sogni, alle sue domante spesso prive di risposte….
Era giovane, per la sua famiglia sicuramente una bambina, ed aveva un’immensa paura di perdere il proprio “scoglio” trasportata dall’onda che ogni anno trascina miglia di studenti dalla spiaggia del liceo a quella dell’università, il più delle volte senza chiedere se questo è quello che davvero vogliono.
Sapeva però di non poter restare per tutta la vita “attaccata al suo scoglio”, iniziava ad essere troppo piccolo , troppo affollato da altri ricci sempre più grandi di lei, sempre più sicuri e forti di lei, sempre “più”….
Quindi capì che se non voleva essere trascinata dall’onda, doveva almeno “cavalcarla” o avere il coraggio di andare contro corrente. E così, mentre tutti gli altri ricci gli ripetevano quanto fosse insensato e pericoloso staccarsi dal proprio scoglio, lei iniziò a “ separare” una ad una le spine che la univano a quella superficie sicura ma troppo stretta, che le piaceva chiamare “la mia terra, la mia casa” e da quella comunità di ricci che chiamava “famiglia ed amici”.
Si rendeva conto che più le spine si staccavano, più lei feriva i ricci che aveva accanto, i più cari, quelli che l' avevano aiutata ad essere un riccio pieno di sogni; ma doveva scegliere: farsi trasportare da quell’onda senza decidere la propria direzione o ferire e ferirsi ma provare a scegliere anche se la scelta può essere sbagliata...
Così staccatasi completamente dallo scoglio e scrutando granello dopo granello la spiaggia a lei più vicina e più famigliare ( Google), scoprì una corrente particolare chiamata SVE (Servizio Volontario Europeo) pronta a trasportarti, solo in cambio di passione e determinazione, in una nuova spiaggia forse fatta di rocce, forse di sabbia , bianca, gialla, nera, devi esserci per scoprirlo !
Pertanto, la nostra Echinoidea ( riccio, non lo dimenticate) chiusa, piena e pesante delle sue paure ed insicurezze, decise di seguire quella corrente che aveva studiato per mesi e utilizzare quell’onda che solo poche volte , in passato, era apparsa davanti al suo scoglio : l’onda del coraggio.
Allora giunse in Romania, a Bucarest, in un porto chiamato A.C.T.O.R dove altre 24 specie viventi sono arrivate prima di lei, gli scruta…sono così diversi: alcuni di loro non hanno spine ( come si fa a vivere senza protezione? ), altri ne hanno ma sono di colore e forma diversa ( ma come? Ci sono ricci diversi? ) , altri non sembrano specie marine.
La nostra Echinoidea è in crisi : niente scogli sicuri a cui attaccarsi, niente ricci simili, il sapore del mare è diverso e, piano piano, il suo profumo è più lontano. Ma c’è di peggio, qualcuno inizia a staccarle le spine! Fa male, ogni spina che va via dovrebbe liberarla, eppure, la sua assenza la fa sentire fragile, certe volte si punge per non essere punti e lei lo sa bene.
Così la prima reazione è : “voglio il mio scoglio, i miei ricci ma soprattutto voglio il mio mare!”
Ma adesso dai fori delle spine ormai staccate, riesce a vedere, udire, sentire in modo diverso da prima: il mondo è meno “spigoloso”, le voci sono più dolci e delicate, il contatto con le altre specie non è pericoloso , anzi! È piuttosto interessante: così tanti modi diversi di comunicare, così tanti modi di stare sulla terra ferma senza esserci “attaccati”, liberi di muoversi da una spiaggia all’altra, da un lago ad un fiume, dalla strada ad uno scoglio….
E poi inizia ad osservare ( è quello che ama e che sa fare meglio dopo 19 anni passati a guardare ed ascoltare, per paura di sbagliare azione o domanda) ed improvvisamente, negli altri trova pezzi di se stessa che aveva sepolto e dimenticato sottotutte quelle spine: lei può ridere giocando (gli e lo hanno ricordato i bambini degli ospedali dove fa animazione clinica ) proprio come quando da piccola andava con il nonno al parco, lei può imparare sperimentando ( gli e l’hanno insegnato tutti i report e le riunioni settimanali) , lei può scegliere la propria direzione e lo sta facendo ogni giorno…..

Quel riccio c’era una volta e adesso non c’è (quasi) più, ha perso, giorno dopo giorno, le sue spine ed ha iniziato la sua evoluzione in marinaio, che cavalca le onde ( per il momento solo quelle piccole), e sceglie la direzione del suo viaggio. Anche se, sente ancora il bisogno di consultare i suoi vecchi ricci prima di salpare per un nuovo mare ….

Fifth Edition

5While closing the 4th edition of Scriptamanent, after the final meeting in Izmir, we are already preparing the new call for the next edition of the project. Stay tuned!

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