il mio lato complementare!

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La mia è stata una partenza lampo! Liberato un posto, dopo 3 giorni dalle prime info, mi sono catapultato in Romania, per vivere questa esperienza con altri 3 volontari. Dimoro in una living room, dormo su un “antico” divano che per le prime settimane ha “accarezzato dolcemente” la mia schiena, ma ora con un bel materassone 3 posti e qualche ritocco si rivela la più bella e comoda stanza dell'appartamento.
La maggior parte delle attività, le svolgiamo in una scuola dedicata a bambini e ragazzi con diverse disabilità e disagi sociali; loro sono inaspettatamente educati ed affettuosi.
Un bambino subito iniziò a chiamarmi papà, poi ho scoperto che è una bambina, che per via del taglio di capelli praticato con la macchinetta sembrava un maschietto. Una bambina dolcissima, una voce così delicata, mi rincorre ogni giorni e vuole tante coccole. Ho chiesto all'assistente sociale che tipo di problema avesse, mi ha risposto che è stata semplicemente abbandonata.
In momenti come questi vorremmo essere come la terra generatrice di frutti, ortaggi e piante, ma sembriamo più dei maghi che dinanzi al cappello non sanno cosa far spuntare fuori, un illusione rimane pur sempre un illusione.
Credo che il reale target del nostro progetto siano proprio le maestre che talvolta improvvisano le attività, o sono alienate dal loro lavoro, cosa del tutto comprensibile per il tipo di scuola.
Per quanto possano essere attrezzati con cucina, bottega, videogiochi per disabili, il metodo “dell'inclusione” è differente dalla nostra “integrazione”, dalle classi con professore di sostegno.
In questi mesi ho avuto l'occasione di visitare Sofia, grotte e montagne della Bulgaria affittando per 3 giorni una macchina con amici del posto ed incontrando persone molto interessanti, come la nonnina di 86 anni che in montagna agilmente si arrampica per portar giù a spalla un bell'arbusto e un pastore che parla 6 lingue, scrittore e conosce a memoria diversi scritti in diverse lingue. La foto di quest'ultimo postata su facebook, in un giorno ricevette tantissimi “likes” tanto che venne visualizzata in Chicago, dalla sua ex ragazza che riuscì a contattarlo. Successivamente il pastore e la mia amica bulgara sono stati ospiti di una trasmissione televisiva.
Diciamo che una delle cose più interessanti per un volontario, oltre il progetto è viaggiare; a breve sappiamo più noi della Romania che i rumeni stessi.
Mezzo favorito dai volontari: AUTOSTOP.
Non sai mai in che macchina potresti finire; dal veterinario che gira tutta la regione in Audi praticando l'inseminazione artificiale per maiali e con tutta l'attrezzatura posata sul cruscotto, al ricco commerciante ortofrutticolo, single per paura che le ragazze gli portassero via denaro e salute, ma che per solitudine non molla mai il suo affettuosissimo labrador (in soli 2 minuti ci riempie di saliva e peli). Singolare è stato il ricco costruttore, che con la passione per le parabole cristiane ha compiuto 200 km in più solo per portarci a casa in una comoda Mercedes e con tanto di pit-stop in ristorante di lusso per un prelibato dessert.
La rete di conoscenze di altri volontari sparsi per il paese, è inoltre un ottima l'occasione per mettersi in viaggio.
Come dimenticare il Natale con quei pazzi volontari di Arad? La sera della veglia di Natale mi hanno messo ai fornelli ed io cosa potevo fare se non un risotto vegetale, avendo sotto mano 16 volontari provenienti da mezzo mondo, con culture, stili di vita, stomaci e religioni diverse? Non è stato facile ma è andata bene.
Sono state giornate stupende; per non parlare di quella notte in cui due pazzerelli pensarono di farla franca sfilando per strada con bandiere della Romania prese dai supporti dei pali della luce.
Nessuno riusciva a trattenere le risate dinanzi la Polizia, c'è chi addirittura spensierato ha scattato qualche foto durante il fermo per strada.
Capodanno, invece è stato più tranquillo, con altri amici volontari in un paesino chiamato Dragasiani ma con un bel mal di pancia. Intanto io mi preparavo a sfruttare al massimo le vacanze natalizie andando in Ungheria.
Era il 2 gennaio, zaino in spalla, segnale per autostop sotto braccio e si parte! Si lo so non era un ottima idea cercare passaggi subito dopo capodanno, infatti convinto di ciò presi l'autobus.
Compagno di viaggio, un caro volontario polacco col quale attraversiamo la frontiera.
Che bello viaggiare, che belli i paesaggi imbiancati di neve e ghiaccio, che belle le stazioni ungheresi, poco meno i Fiorini Ungheresi; 1€=293.000 FU tanti zeri quindi. Specifico ciò perché ho comprato delle banane nella bellissima Budapest, ma ho preso involontariamente la banconota con uno zero in più del necessario, non ricevendo l'onesto resto; ho pagato insomma 6 banane circa 15€. Purtroppo ero molto stanco e quando me ne sono reso conto ero impossibilitato nel rimediare.
Tralasciando questo particolare è stato un viaggio davvero interessante.
Rientro in Romania, per il mio compleanno. Passata la prima ora notturna, mentre ero sotto la doccia pronto per andare a dormire, inizio a sentire dei rumori e voci dietro la porta del bagno. Metto l'accappatoio ed esco. Sono i miei cari colleghi volontari che prontamente mi mettono un ciuccio zuccherato in bocca e mi fanno mantenere palloncini con su scritte alcune mie frasi stupide che sono diventate quasi uno stereotipo. Insomma mi hanno fatto riprovare le sensazioni delle prime ore di vita, nudo col ciuccio.
In febbraio sono rientrato in Italia solo per una settimana per una semplice “botta di dado”, sono stato nominato presidente di seggio per le elezioni 2013, quindi non potete immaginare la bomba di emozioni sia all'andata che al rientro in Romania.
Inoltre ho sfruttato questa occasione per vendere in cambio di modiche offerte dei bellissimi lavoretti che i bambini e ragazzi hanno fatto per celebrare il ritorno della primavera e che qui si regalano alle donne il primo di marzo, non a caso questi pensierini si chiamano “mertisoare”.
Ho quindi avuto la possibilità di incontrare i bambini di una scuola elementare della mia città. Purtroppo questi lavoretti erano pochi e i bambini che mi ascoltavano con la bocca aperta e gli occhioni spalancati erano tanti. Ma in compenso dopo sole 2 ore ho iniziato a provare una sensazione quasi inspiegabile; sapere di deludere per le successive 3 ore bambini, che adeguatamente avvisati, mi avrebbero spalancato quegli occhioni verso di me e aperto la manina con delle monetine nel palmo, è stata per me un emozione mai provata prima.
Ben rifocillato, coccolato e con feelings del tutto nuovi ed inaspettati rientro nella mia cara Targu-Jiu con nuove energie ed incoraggiamenti. I capelli però sono sempre gli stessi, infatti non li taglio da quasi 6 mesi, a breve sarò solo capelli come lo “zio It" della famiglia Addams.
In questi giorni siamo tutti felicemente impegnati perché la settimana prossima faremo un grande evento in piazza contro la discriminazione delle persone con disabilità; indovinate chi hanno nominato come coordinatore dell'animazione?
Niente paura ci penserà Super Mario Bros e Super Luigi a mutare le diverse situazioni di disabilità.
Come ogni racconto che si rispetti come non colorire e rendere leggere le parole?
Come non farle svolazzare per guance e capelli al solo suo pensiero?
Come non raccontare di come tutto sia nato così naturale, consapevole, e pian piano sempre più dolce e reciproco?
Anche lei volontaria in un villaggio a pochi chilometri da qui.
Ci incontrammo per la prima volta in dicembre ad un loro evento, ma a gennaio ci siamo ritrovati casualmente in treno; io in ritorno dall'Ungheria, lei da Arad.
Passiamo tutto il viaggio a chiacchierare. Da quella notte il mio sguardo si è posato su di lei.
Inizialmente sembrava non mi desse molto filo, anzi mi ha dato un poco di filo da torcere, con la scusa del suo: mi sembrava volesse semplicemente liquidarmi, ma pian piano, quel filo si è trasformato in resistente e soffice cotone.
Non potrò mai dimenticare una notte, quando andammo a ballare, (era una serata fiasco), c'erano pochissime persone a naturalmente nessuno ballava, tranne che noi, solo noi, per tutta la notte sotto gli occhi di pochi, ma in realtà c'era nient'altro che i nostri di occhi, lei poi balla divinamente.
Abbiamo passato pochissimi ma bei momenti insieme, purtroppo lei ha terminato il suo progetto prima di me ed ora è nel suo bel paese ad un ora di fuso orario da qui.
Naturalmente è stato molto difficile in aeroporto dividerci, una scena degna da film.
Io che di solito sono sfuggente nelle relazioni, questa volta mi ha fermato il check-point; l'ho guardata sino al controllo passaporti.
Ora scappo voglio attaccare sulle bianche pareti della mia stanza le coloratissime opere d'arte dei bambini autistici.

Fifth Edition

5While closing the 4th edition of Scriptamanent, after the final meeting in Izmir, we are already preparing the new call for the next edition of the project. Stay tuned!

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